Coro di Brissago sul sagrato
Sagrato di San Pietro, Brissago
Archivio Studio Star
Canti di valle riarrangiati sotto il campanile, nella notte di Ferragosto, con il lago illuminato dalle barche.
Il coro di Brissago porta sul sagrato il repertorio dei canti di frontiera, quelli che passavano il confine insieme ai contrabbandieri. Si canta al buio, con le sole candele e le luci delle barche ferme in rada.
È la serata più affollata dell'estate ticinese: chi arriva dall'Italia trova posto sulle scalinate della chiesa.
La radio segue quasi sempre queste serate: basta un microfono a bordo palco per portare la musica sull'altra riva, dove chi non trova posto ascolta dalla finestra o dalla barca ferma in rada. È un rito che (Sponde) racconta da anni, perché la musica di lago non conosce dogana.
Il pubblico è fatto per metà di italiani e per metà di svizzeri, mescolati come le lingue nel dialetto dei battellieri. Si arriva quasi sempre in battello, e l'ultima corsa detta l'orario del bis: quando le luci dell'imbarcadero si spengono, la serata è finita davvero.
