Il battello del 1948 che ancora attraversa il Verbano
Vararono il «Verbano» il 3 aprile 1948. Settantotto anni dopo fa ancora la linea dei pendolari tra Luino e Cannero, due volte al giorno.
La cassetta è di lamiera verde e porta un'etichetta scritta a mano: «Corrispondenza non recapitata, 1944». Nessuno l'aveva aperta prima del riordino del 2019, quando l'archivio comunale di Cannobio venne trasferito al primo piano.
Le lettere sono diciassette, tutte con francobollo annullato e nessuna con timbro di consegna. Undici partirono dalla Val Grande, quattro da Intra, due dalla sponda svizzera con affrancatura elvetica.
Il caso più documentato è quello di Emilio B., muratore di ventotto anni, che scrive alla moglie il 4 novembre. La lettera occupa due facciate e mezza e solo nell'ultima riga accenna a «quelli che sono saliti».
La grafia è regolare fino a metà pagina, poi si stringe: chi scrive si accorge di avere poco spazio. Nell'ultimo margine, in verticale, aggiunge una frase che l'archivista ha trascritto due volte.
Il confronto con il registro parrocchiale di Trarego permette di datare gli spostamenti: le annotazioni del parroco registrano assenze e ritorni con una precisione che nessun documento ufficiale conserva.
Nel 1987 Studio Star registrò la testimonianza di A. Pastore, che di quelle settimane ricordava soprattutto il silenzio della radio.
«Il lago non restituisce niente, ma non dimentica niente.»
La catalogazione ha richiesto tre anni. Ogni pezzo è stato descritto secondo lo standard ISAD(G), fotografato in luce diffusa e ricondotto al proprio fondo di provenienza.
Cinque lettere restano senza destinatario identificabile. I cognomi ci sono, gli indirizzi no, e le famiglie corrispondenti non risultano nei registri anagrafici del comune.
Due delle diciassette portano affrancatura svizzera. Nel 1944 la posta transfrontaliera privata era formalmente sospesa: che siano partite comunque dice qualcosa sulla porosità reale del confine.
Il fondo Bertolotti è arrivato all'archivio nel 2019, come dono degli eredi. Comprende, oltre alla corrispondenza, una raccolta fotografica di circa duecento stampe e alcune carte topografiche annotate a mano.
La fotografia più citata è quella del rastrellamento in Val Grande: una stampa alla gelatina d'argento, 13×18 cm, con una piega diagonale e un'annotazione a matita sul retro.
Le registrazioni sonore appartengono a un'altra provenienza: nastri dell'archivio di Studio Star, raccolti tra gli anni Ottanta e Novanta, tenuti distinti per fondo ma collegati ai documenti scritti.
Il materiale è consultabile su richiesta il martedì mattina. Le riproduzioni digitali sono disponibili nell'archivio di (Sponde), con la collocazione indicata nell'indice qui sotto.
FB / 44-17
CB / 12
ISR / 1944-c
AS / 45-02
AS / 87-04
PT / reg. 9






