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La donna che contava le campane

A Cursolo dicono che l'acqua tace, e che quando parla è già troppo tardi. Il detto lo ripeteva Teresa, che per quarant'anni contò le campane di tre valli e sapeva riconoscerle a orecchio, una per una, anche nella nebbia.

di Marta Chiesa5 luglio 202612 min
Cursolo, i tetti sopra il torrente.
Archivio Studio Star
Cursolo, Val Cannobina. Tre campanili a portata d'orecchio.

La casa di Teresa stava sopra il torrente, all'ultimo tornante prima del bosco. Da lì, nelle sere ferme, si sentivano le campane di Cursolo, quelle di Falmenta e — quando il vento veniva da nord — anche quelle svizzere di Indemini.

Contava i rintocchi per mestiere, diceva, non per devozione. Suo padre era stato campanaro e le aveva insegnato che ogni campanile ha una sua voce e un suo modo di sbagliare.

La strada che sale a Cursolo, dove le tre campane si sentono tutte insieme.

Nella valle, fino agli anni Sessanta, le campane erano l'unico orologio comune. Segnavano l'ora, ma anche la nebbia in arrivo, il ritorno delle mandrie, la morte di qualcuno.

«Le campane non dicono l'ora. Dicono chi è rimasto.»

Registrazione del 1996, 52 minuti su cassetta.

Quando la registrammo, nel 1996, aveva ottantatré anni e viveva sola. La cassetta dura cinquantadue minuti e per i primi dieci non dice quasi niente: si sente il fuoco, una sedia che si sposta.

Poi comincia, e non si ferma più. Racconta di quando nel '44 le campane suonarono a martello di notte e nessuno seppe mai chi le avesse tirate.

La mitologia acustica della sponda piemontese.

Le leggende, in questa parte del lago, non parlano quasi mai di mostri o di tesori. Parlano di suoni: passi che si sentono e non si vedono, voci nel canneto.

La sponda piemontese vista dall'alto, verso Indemini e il confine.

Teresa non credeva a niente di tutto questo, o almeno così diceva. Ma conosceva ogni storia nei dettagli e correggeva le versioni sbagliate con la precisione di un archivista.

«L'acqua tace. E quando parla, è già troppo tardi.»

Il detto compare in tre raccolte, sempre attribuito a Cursolo e sempre senza fonte. Teresa è morta nel duemila; il campanile oggi è elettrificato e non cala più di mezzo tono nelle giornate umide.

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